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ESEMPIO DI TEMA NATALE

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“è sbagliato che i giovani chiedano certezze agli artisti”, diceva De Andrè.

Perché l’artista è pieno di incertezze e domande.

Il percorso di Fabrizio, è stato una ricerca.

Un viaggio che non lo ha portato (a parer mio) a trovare la sua vita spirituale.

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Era governato da Mercurio

Nel suo tema, vedete il glifo di Mercurio nel segno pesci e in nona casa. Fabrizio era uno studioso. Amava leggere (la nona casa governa l’educazione superiore e la religione, Mercurio è l’intelletto), si soffermava su pensieri religiosi. Fabrizio era intuitivo, i suoi pensieri si bagnavano di sensibilità e insicurezze. Il suo progresso spirituale non era abbastanza da offrirgli solo intuito e poche insicurezze. Aveva capacità di comporre liriche, non solo per lettura e studio, ma per una profonda sensibilità alla base. Con 4 pianeti in casa undicesima (quella degli amici), Mercurio e il Sole in nona, era dedicato agli altri. Fabrizio era un uomo del popolo, non solo del suo, aveva interesse in culture e persone straniere.

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Era co-governato dalla Luna.

Una Luna in gemelli. I suoi pensieri erano legati ai sentimenti. Era un uomo che non si fermava (quasi) mai con la testa. Ciò che provava, era un influenza per i suoi pensieri e le sue “convinzioni” del momento. Non aveva “certezze” da offrire, ma poesia. Una poesia che si rinnovava in vari soggetti, disgraziati, blasfemi, ai quali dava un tipo di “salvezza” religiosa.

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Guardando Nettuno (il pianeta che governa l’ispirazione artistica e le dipendenze).

Fabrizio era un Nettuno retrogrado in quinta casa. Era riflessivo e impressionabile. Aveva un legame con l’arte, ma è caduto nelle note più basse di Nettuno, con la dipendenza per l’alcol. Come spesso capita (al peggio), con Nettuno retrogrado, Fabrizio era soggetto a “fuggire”, e incline alla dipendenza.

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Era un Plutone retrogrado in terza casa.

Era psichico, ma senza i mezzi giusti per rendere questo una cosa positiva. Se avesse coltivato il suo talento, fatto meditazione sul vuoto (per controllare il suo flusso continuo di pensieri), avrebbe potuto diventare un medium. Studiare, voler sapere di più, era per lui quasi un ossessione. leggeva un libro dopo l’altro, e da giovane era anche interessato all’astrologia. Plutone è la nostra ossessione, la terza casa è intellettuale. Fabrizio aveva paura di non fare, di non pensare.

Fabrizio non aveva mezze misure a volte.

Quando Plutone è retrogrado, in leone, e in una casa intellettuale, si può diventar violenti (specie sotto l’influenza di alcol).

 

Nel tema di Fabrizio, Plutone fa quadratura a Marte e Saturno congiunti, in undicesima casa.

 

Aveva un bisogno militare e severo di comunicare, non solo con la musica. Era severo e infastidito dal disinteresse degli altri, dava peso, importanza (e anche affetto) al suo rapporto con il “popolo”, con i suoi disgraziati sensibili.

Era in Sardegna, in una serata a Portobello di Gallura, in un ghetto della costa nord sarda. Era solito essere invitato a queste “feste”, che finivano con lui che suonava. Tanti erano più interessati a fumare erba, tenendo la  musica come un “sottofondo”.

 

Una sera è successo questo: “…Perché piuttosto non parliamo un po’ di quello che sta succedendo in Italia. Nemmeno per sogno, io dovevo suonare. Allora mi sono proprio rotto i coglioni, mi sono ubriacato sconciamente, ho insultato tutti, me ne sono tornato a casa e ho scritto Amico fragile.

 

Da qui è nata una delle sue canzoni più conosciute. 

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Aveva un rapporto unico con la solitudine.

Sempre per Plutone retrogrado, era un uomo di estremi, ma anche di pace. La sua sensibilità dopo una battaglia lo portava a momenti di intimità. Le sue poesie nascevano da un caos di emozioni, che diventava caos di pensieri, e infine silenzio. Era segreto. Poteva non comunicare i suoi pensieri/sentimenti, specie se importanti. Con la congiunzione tra Giove e Venere in undicesima casa, Fabrizio aveva un aura positiva intorno, che gli amici trovavano piacevole. Con Giove in ariete, era in particolar modo testardo, ribelle. Non si arrendeva davanti a sfide e cose che sembravano assurde, anche per scommessa, se di mezzo c'erano gli amici.

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L’ultimo album di Fabrizio si intitola “Anime salve”

La sua empatia, il suo senso della comunità e sensibilità “religiosa”, l’hanno portato al termine di un viaggio. Nelle sue opere, Fabrizio ha salvato la “Marinella”, il “Piero”, e tutti i suoi altri “disgraziati”. Fabrizio (o meglio Faber), non è mai riuscito a salvare se stesso. È morto l’11 gennaio del 99, con un carcinoma polmonare.

L’idea di renderlo protagonista dell’esempio in prima pagina, mi è venuta pensando a questo:

A cosa sarebbe stato di Faber, se si fosse adattato a una routine di meditazione, se avesse avuto le risposte che io ho trovato presto negli anni. 

 

Se invece di “umanizzare” (con le migliori intenzioni) alcuni personaggi della bibbia, avesse rifiutato del tutto le energie dell’inganno. 

 

 

Non avremmo avuto questa discografia, Faber avrebbe sorpreso tutti. 

Nel profondo, voglio che Faber sia felice di questo sito. 

Me lo immagino vivo, qui che legge.

Il mio intento è di dedicare questo sito anche a lui, e mi piace immaginarlo giovane, reincarnato in un futuro breve.

L’ultimo passo di “anime salve”, è la salvezza sua. 

Ciò che è mancato al suo viaggio, è una via spirituale completa.

 

 

Di questa via, un astrologo è la torcia che ti aiuta a comprenderne la base.